I 7 peccati capitali di AdSense

giovedì 5 novembre 2009 | 15:02

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Ogni giorno riceviamo commenti sulle informazioni disponibili sul regolamento del programma. Ci impegniamo molto per promuovere il regolamento e, per fare in modo che venga compreso da tutti,postiamo questo articolo che ci auguriamo vi consenta di capire meglio le finalità del regolamento.

Nell'articolo troverete informazioni sulle violazioni più frequenti del regolamento del programma. Per maggiore chiarezza, abbiamo strutturato il post seguendo l'esempio dei sette peccati capitali.

Superbia: considerata da molti il peggiore dei sette peccati, la superbia può portarci a credere che siamo meglio di chiunque altro. Ciò spiega il motivo per cui molti publisher inseriscono nelle pagine il codice AdSense senza aver letto prima il regolamento del programma.

E' molto importante conoscere il regolamento e capire la logica alla base di ciascuna delle norme in esso contenute.

Gola: sebbene la gola sia in genere associata a un consumo eccessivo di cibo, esistono altre varianti di questo peccato, spesso altrettanto autodistruttive. Un buon esempio è cedere alla tentazione di generare artificiosamente i clic sugli annunci.

Si tratta di clic generati da un publisher sui propri annunci, da strumenti automatici quali robot e malware o da un utente che risponde alla richiesta di un publisher. Sostanzialmente, il sistema è in grado di rilevare tutte le attività non valide che aumentano artificiosamente le entrate di un publisher. In questi casi all'inserzionista non viene addebitato alcunché e il publisher non viene pagato per questi clic.

Un altro esempio di gola è il tentativo di posizionare gli annunci su siti web pay-per-click in cui all'utente viene chiesto di aprire più pagine e fare clic sugli annunci in modo artificioso, leggere email promozionali o eseguire altre operazioni di questo genere a fronte di un pagamento; in molti casi si tratta di una frode che coinvolge non solo gli inserzionisti ma anche l'utente.

Accidia: la negligenza consapevole e deliberata nell'operare o nel fare qualsiasi altro tipo di sforzo.
Non si tratta solo di pigrizia, ma anche di azioni sbagliate, immorali e illegali da essa derivanti.

Un perfetto esempio è il plagio di materiale di terze parti su un sito web con l'intento di guadagnare o trarne altri benefici. Può avere conseguenze negative sulle entrate del publisher. Inoltre, il proprietario del materiale potrebbe intraprendere un'azione legale contro il publisher.

Quando si monetizza un sito web, è importante garantire l'originalità di tutti i contenuti per offrire agli utenti un servizio di qualità elevata e non creato soltanto per ottimizzare i profitti.

Avarizia: sappiamo tutti che il bene più prezioso di un webmaster è il suo sito web e che il servizio offerto dal sito web agli utenti è altrettanto importante. Tuttavia, a volte l'avarizia prende il sopravvento e alcuni scelgono di confondere l'utente con installazioni ingannevoli che lo imbrogliano e lo portano a fare clic sugli annunci senza che se ne renda conto.

Ad esempio, le immagini vengono posizionate direttamente accanto agli annunci in modo tale da sembrare link oppure gli annunci vengono posizionati in modo tale che rimanga nascosto il sottotitolo che li identificherebbe.

Sebbene sia importante integrare il formato di un annuncio in modo tale che corrisponda ai contenuti del sito, è ancora più importante che gli utenti possano distinguerli e che quando fanno clic lo facciamo volontariamente, scegliendo un prodotto realmente di loro interesse.

Lussuria: oggigiorno su Internet possiamo trovare materiale che soddisfa ogni nostro desiderio. Tuttavia, questo materiale non sempre piace a tutti. Molti inserzionisti vogliono essere sicuri che i loro annunci non verranno posizionati insieme a contenuti inappropriati. L'unico modo per dare questa certezza quando si posizionano gli annunci è autorizzare solo i siti appropriati per tutti i tipi di pubblico.

I materiali non appropriati non sono solo quelli con contenuti sessualmente espliciti, ma anche testi, immagini o video allusivi che mostrano persone in abiti o atteggiamenti provocatori e persino certi articoli che offrono consigli di natura sessuale o trattano argomenti relativi alla salute sessuale. Sostanzialmente, è importante valutare se ci si sentirebbe a proprio agio navigando in siti di questo genere in presenza dei propri figli, genitori o dirigenti.

Invidia: a volte le persone desiderano ardentemente qualità o beni di altri e che pensano di non possedere. Ciò diventa un peccato nel momento in cui il modo in cui si cerca di ottenerli danneggia gli altri o presuppone un furto.

Secondo quanto previsto dal nostro programma, i publisher devono possedere i diritti legali per visualizzare i contenuti pubblicati nei loro siti web. I contenuti di terze parti protetti dalla legge sul copyright possono essere utilizzati solo quando il publisher dispone dei diritti legali necessari per farlo.

Ira: sebbene tradizionalmente l'ira denoti rabbia, risentimento o vendetta, oggigiorno può anche significare odio e intolleranza nei confronti di qualcuno o qualcosa che consideriamo essere diverso.

Gli inserzionisti che posizionano il loro annuncio in un sito web considerano inaccettabili entrambi questi comportamenti, dato che non vogliono che il loro prodotto venga associato a materiale di questo genere.

I contenuti con testi razzisti o discriminatori o qualsiasi materiale che costituisce un attacco diretto a una persona o organizzazione, in modo specifico o generico, vengono generalmente rifiutati dagli inserzionisti e pertanto non sono idonei al programma. Di conseguenza gli annunci pertinenti non verranno pubblicati.

Patricia Carrillo, team di Google AdSense